
LA ROSA
La Rosa è il tipico fiore, a cui sono legate molte leggende e racconti, che si regala alla persona amata.
La sua struttura concentrica ha evocato l'idea della ruota, simbolo del tempo che scorre, dell'etrno ciclo di vita-morte-vita.
Per i Greci fu l'attributo di Afrodite, la grande madre dai tanti nomi che apparve nell'isola di citera. Dal mare emerse la dea che cavalcava una conchiglia e dalla schiuma apparve un ceppo spinoso
sul quale gli Dei fecero fiorire delle rose bianche. Un giorno Afrodite si ferì per aiutare il suo Adone e con il suo sangue tinse di rosso il magnifico fiore.
Le rose presenti in questa leggenda celebravano colei che è la manifestazione di bellezza divina, ma anche il sacro sposalizio tra Terra e Cielo e l'Amore fecondo suscitato dalla
Dea.
Fonte: www.leserre.it

La storia della “Pratolina”
In primavera i prati si coprono spontaneamente di migliaia di margheritine. Forse non tutti sanno che tale fiore, detto anche “Pratolina” e cosi’
comune alle nostre latitudini, ha una storia molto antica. Il suo nome scientifico e’ “Bellis” e deriva da una leggenda che vi espongo qui di seguito. Bellis era la figlia del dio Belus. Un giorno,
mentre danzava con il suo fidanzato, attiro’ l’attenzione del dio della primavera a causa della sua bellezza. Il dio tento’ di strapparla al fidanzato, quest’ultimo reagi’ con violenza e la
poveretta, per salvarsi da entrambi si trasformo’ in una margheritina.
La Pratolina fu molto amata nei tempi antichi. Quando Margherita di Valois, sorella di Francesco I sposo’ Emanuele di Savoia, fu presentata a corte con un cesto di margherite. Luigi IX di Francia
amava tanto questo fiore e si era fatto fare un anello a forma di margherita. Margherita d’Angio’, moglie di Enrico VI d’Inghilterra, era solita far ricamare margheritine sulle vesti dei cortigiani:
aperte indicavano la vita, chiuse, la purezza.
In inglese la Margherita si chiama “Daisy” e deriva dall’espressione “Day’s eye”, occhio del giorno.
Fonte: www.dilloconunfiore.com

IL GIRASOLE
Il girasole è il fiore simbolo dello Stato del Kansas (USA) e uno dei fiori simbolo della città di Kitakyshu (Giappone).
La letteratura scientifica riporta che nel 1567 a Padova crebbe un girasole alto 12 m. I semi di identica provenienza generarono altri esemplari che crebbero fino ad 8 m d'altezza in altri luoghi (es. Madrid) ed altri periodi. Più recenti esemplari alti oltre 8 m sono stati ottenuti sia in Olanda che in Canada.
Il girasole è originario delle Americhe dove fu coltivato fin dal 1000 a.C.. Francisco Pizarro scoprì che gli Incas consideravano il girasole l'immagine del loro dio delsole. All'inizio del XVI secolo furono portati in Europa sia riproduzioni in oro del fiore, sia semi dello stesso. Heliantus è invece il nome greco del girasole. Nella mitologia greca si racconta di come una ragazza di nome Clizia si fosse innamorata del dio del sole Apollo e non facesse altro che guardare il suo carro volare del cielo. Nove giorni dopo venne però trasformata in un girasole. Per questo motivo la parola girasole esisteva già molto tempo prima che l'"Heliantus annuus" venisse portato in Europa ed è evidente che il mito sopracitato (menzionato ne Le Metamorfosi di Ovidio) si riferisca più propriamente
all'eliotropio.
Fonte: www.Wikipedia.org

LA CALLA
La calla è un fiore originario delle zone dell'Africa centro-meridionale che cresce spontaneo in varie regioni comprese fra Equatore e Capo di Buona Speranza, dove forma delicate piccole
isole in cornici di paludi tropicali. è stata introdotta per la prima volta in Europa nel 1731.
Il nome botanico ufficiale della Zantedeschia (prima dell'800 chiamata Richardia) proviene da un tributo allo scienziato italiano Francesco Zantedeschi, fisico, medico e botanico vissuto tra il 1773
e il 1846. Si tratta però di una denominazione per lo più inutilizzata; per una singolare coincidenza linguistica, il fiore è universalmente noto con il medesimo nome in numerosi idiomi differenti:
calla (dal greco kalos, bello), facile da pronunciare e memorizzare.
Nel linguaggio dei fiori la calla significa bellezza e instabilità. In età vittoriana, epoca ispirata alla riservatezza e gelosa delle tradizioni, la "bibbia del linguaggio muto dei fiori" di Miss
Corruthers elesse la calla come simbolo della raffinatezza e della nobiltà: il fiore divenne il regalo adatto a suggellare un'amicizia importante o una dichiarazione di stima. I giardinieri del
secolo scorso la chiamavano "il fiore della linearità modernista", poiché con il suo aspetto semplice e composto, incarnava un'idea sobria, diventando il fiore simbolo del periodo Liberty. E oggi,
secondo le tendenze che valorizzano le linee pulite, discrete e misurate, la calla è considerata assolutamente trendy.
Fonte: www.artefloreale.com
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